Degli amici hanno proposto di formulare le attività che stiamo svolgendo in forma di progetto. Ci proviamo, ma ne viene fuori più qualcosa di assimilabile ad una ricerca-azione.

Progetto di accoglienza minima

Perché minima? Perché dovrebbe essere il minimo che una società evoluta e civile mette in atto quando si trova ad accogliere nel proprio seno persone che soffrono di particolari disagi. Un concetto molto semplice: attenzione per gli ultimi.
Idea di base

Mettere a frutto il surplus di risorse che caratterizza la nostra società, per

  1. creare un clima di “minima accoglienza” nei contesti ambientali e sociali che ospitano i CAS, al di là e al di fuori delle attività condotte istituzionalmente dalle cooperative e, ove possibile e opportuno, in sinergia con quest’ultime;
  2. offrire opportunità di formazione integrativa e strumenti alla popolazione nel suo insieme, sia di residenti che di accolti, con particolare riferimento alle situazioni di maggiore svantaggio.

Il surplus può consistere sia in risorse umane che in materiali, attrezzature e strumenti di vario genere. Fra le risorse umane si possono annoverare ad esempio competenze e disponibilità di tempo per forme di insegnamento e tutoraggio: anche in comunità relativamente piccole possono esservi persone in pensione o comunque inclini a donare una frazione del loro tempo per offrire le proprie competenze. Sempre a titolo di esempio, fra le risorse materiali si possono considerare libri, materiali audiovisivi, strumentazioni tecnologiche e digitali, attrezzature per lo sport e il gioco.

Obiettivi specifici

  1. Creare un clima minimamente umano nel contesto in cui si trova il CAS, attenuando le tensioni che si verificano usualmente nelle prime fasi e, se possibile, riassorbendole e volgendole in atteggiamenti positivi.
  2. Ridurre la probabilità che gli ospiti del CAS si abbandonino a forme varie di bighellonaggio o accattonaggio.
  3. Cogliere occasioni di collaborazioni con i cittadini e le realtà locali, ma che non si risolvano, nella percezione degli ospiti, in forme di “incomprensibile sfruttamento”.
  4. Creare occasioni di formazione utili sia per l’integrazione degli ospiti che per la ricostruzione delle storie individuali necessarie ad affrontare gli esami della Commissione Territoriale.

 

Azioni in fase di attuazione

Ricerca-azione

Le attività vengono attuate nello spirito della “ricerca-azione”, ovvero sotto forma di pratiche sperimentali calate immediatamente nel contesto di riferimento, sottoposte a giudizio e eventualmente corrette in funzione dei risultati. Il contesto di riferimento è quello di Poggio alla Croce e l’occasione è costituita dall’istituzione del CAS che dai primi di luglio ha ospitato costantemente circa 28-30 persone.

I luoghi

I luoghi di aggregazione per ora consistono negli spazi della parrocchia, localizzati sotto la chiesa del paese e nel campino di calcetto.

Documentazione

Abbiamo creato questo blog  che nella prima fase, da marzo a giugno, è servito come strumento di documentazione e raccolta di circa 20 interviste che sono state fatte a operatori esperti e attivi a vario titolo nel settore dell’accoglienza. Da luglio in poi è servito a dare testimonianza delle varie iniziative e episodi che si sono succeduti nel tempo. Lo scopo non è quello di realizzare una cronaca ma di fissare i tentativi tesi a realizzare un clima di integrazione, creando così una memoria e una base di conoscenze e competenze.

Iniziative generiche e consuetudini

Sono stati realizzati un paio di incontri iniziali, con una trentina di partecipanti, circa 15 ospiti del CAS e 15 paesani, al fine di rompere il ghiaccio, nel segno della curiosità per l’altro: come ti chiami, di dove vieni, che lingua si parla a casa tua? Il clima conviviale ha successivamente favorito l’instaurarsi di un intreccio di relazioni e  amicizie che si può risolvere in piccoli aiuti: cerchiamo un altro pallone per giocare nel campino, ti aiuto a ricollegare il telefono o a recuperare il tuo account di posta elettronica, vediamo se si trova una bicicletta, vieni insieme a me a Firenze visto che ci devo andare ecc. In questo clima ha preso forma un’integrazione spontanea nel campino di calcetto dove i ragazzi del CAS e quelli di Poggio solo soliti giocare insieme.

Recupero di vecchi computer inutilizzati e altre apparecchiature

L’idea è quella di realizzare una sorta di laboratorio di paese dotato di una serie di attrezzature che può essere utilizzato da chiunque, per studio, informazione, creazione e gioco. I cittadini sono stati invitati a conferire vecchi computer ormai dichiarati defunti. Se non afflitti da danni irreparabili questi vengono equipaggiati con il sistema operativo Linux Ubuntu, nella versione leggera Lubuntu, particolarmente adatta a funzionare in macchine con prestazioni ridotte. Attualmente sono funzionanti 3 fissi e 4 portatili. Inoltre nel laboratorio sono disponibili due stampanti 3D di tipo didattico.

Palestra

Nei locali della parrocchia è disponibile una piccola attrezzatura da palestra donata dal Gruppo Sport e Cultura di Incisa grazie al coordinamento dell’amministrazione comunale.

Doposcuola

Due pomeriggi la settimana, alcuni cittadini si rendono disponibili nei locali della parrocchia per far fronte a problematiche scolastiche e necessità di formazione su italiano, francese, inglese, tedesco, materie scientifiche e informatiche. Si tratta di incontri informali, dove si affrontano i problemi sulla base delle richieste in uno spirito di ricerca comune: se non abbiamo la risposta pronta la cerchiamo insieme.

Annunci