Faccio un’eccezione alla regola che ci siamo imposti qui di scrivere, se possibile, notizie positive.

Oggi su La Nazione di Firenze è apparso un breve pezzo a firma Paolo Fabiani su Poggio alla Croce, la frazione di Figline e Incisa Valdarno e Greve in Chianti dove vivo e dove da un anno insieme a circa 15 persone portiamo avanti l’esperienza di integrazione documentata su questo blog. Da agosto ad ora è stata fatta scuola due giorni alla settimana per due ore e sono stati organizzati numerosi episodi gastronomici conviviali. Il clima è stato estremamemte calmo. Abbiamo favorito l’integrazione di alcuni ragazzi in piccoli lavori remunerati a termine di legge. Uno dei ragazzi, che non sapeva una parola di italiano dieci mesi fa, ha preso la patente di guida una settimana fa. Tutti gli insegnanti della scuola guida, gli esaminatori e gli insegnanti del Vasari dove è andato a scuola sono rimasti meravigliati dalla sua bravura e diligenza.
Il pezzo è intitolato “Una frazione con 100 abitanti e 36 migranti”. Errato: sono 190 abitanti e 30 migranti.
Si parla delle altalene che si sarebbero rotte sotto il peso dei migranti la sera. Sono andato immediatamente a vedere stamani: non c’è nulla di rotto. Ho parlato con la mamma di un bambino piccolo: “È rotto solo un gioco che era già rotto 5 minuti dopo che gli operai l’avevano montato. E cmq io credo di avere visto i migranti 2 volte in 1 anno sopra le altalene.”
Si parla del fatto che i migranti occupano il campetto di calcio e i nostri figli non ci possono giocare. Falso: tutta l’estate scorsa hanno giocato insieme dando un esempio di integrazione che gli adulti si sognano.
Cari giornalisti de La Nazione, se siete così solleciti sulle notizie negative, addirittura da inventarvele, perché non lo siete altrettanto sulle notizie positive, vere?
Perché non venite a trovarci? Ne saremmo felici.

 

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